LA MEMORIA NELLE OPERE DI FULVIA ZUDIČ E LIVIO ZOPPOLATO

Vernice alla Sala Sbisà, mercoledì 24 febbraio

PER IL PROGETTO “INCONTRI. TERRITORI SENZA PIU’ CONFINI

 

Fulvia Zudič e Livio Zoppolato sono gli artisti scelti per la mostra che si inaugura mercoledì 24 febbraio, alle ore 18.30, nella sede espositiva dell’Università Popolare di Trieste, la Sala Sbisà di via Torrebianca 22, con l’intervento alla vernice di Francesca Martinelli.

Organizzata nell’ambito del progetto “Incontri. Territori senza più confini” – curato da Renzo Grigolon e Marianna Jelicich Buić– la mostra è costruita sul tema “partire o rimanere”, per raccontare la memoria, le proprie origini. Fulvia Zudič (nata a Capodistria e “rimasta” a vivere tra Pirano e Sicciole) con le sue architetture antropomorfe – afferma Francesca Martinelli – protegge la sua terra come una grande madre del passato, mentre Livio Zoppolato (originario di Buie d’Istria, da cui è partito giovanissimo per Trieste, dove ancora vive), con i suoi muri parlanti testimonia in modo vivido e urlante l’abbandono, dando voce al silenzio.

Questi due artisti – conclude Martinelli – sono i volti della nostra memoria, capaci di fermare il tempo, di tramutare, come in un processo alchemico, l’arte in vissuto.

 

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A3ESTERNO

A3INTERNO

da La Voce del Popolo, edizione 24 febbraio 2016

da La Voce del Popolo, edizione 24 febbraio 2016

da Il Piccolo, edizione 23 febbraio 2016

da Il Piccolo, edizione 23 febbraio 2016

LA MEMORIA NELLE OPERE DI FULVIA ZUDIČ E LIVIO ZOPPOLATO
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