E’ visitabile, nella Sala Sbisà dell’Università Popolare di Trieste (via Torrebianca 22), la mostra di Alan Stefanato e Rihard Lobenwein, nell’ambito della rassegna “Incontri. Territori senza più confini”, a cura di Renzo Grigolon.

Promossa dall’Università Popolare di Trieste insieme al Ministero degli Affari Esteri, della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’Unione Italiana, la mostra mette in comunicazione due linguaggi artistici, due codici espressivi apparentemente antitetici capaci però di dialogare tra loro.Alan Stefanato e Rihard Lobenwein – afferma Francesca Martinelli – sono due artisti contemporanei che si esprimono attraverso codici pittorici molto personali e che attingono rispettivamente a background diversi geograficamente e culturalmente. Due espressioni pittoriche visivamente opposte, che nelle loro estremità si uniscono e si completano. Il “luogo di mezzo” fra l’informe liquido e l’iperrealismo fiammingo di chiara struttura rinascimentale, è la nostra materia di confronto e di analisi. La vicinanza di questi due artisti e la fruizione simultanea delle loro opere crea nello spettatore una reazione di spaesamento dovuta al contrasto netto nel primo approccio visivo. La forma tangibile e perfetta si dissolve nella liquidità incontrollabile e destabilizzante del non conoscibile.

La mostra resterà aperta al pubblico fino all’8 maggio, dalle 16.30 alle 19.30 (domenica e festivi dalle 10.30 alle 12.30).

Alan Stefanato e Rihard Lobenwein, alla Sala “Sbisà”
0.00(0 votes)
Comment(0)