Dal 29 giugno al 28 luglio 2018, negli spazi espositivi di Palazzo Gravisi, sede della Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria, si svolgerà la mostra Una maglia, le sue storie. Colori, fogge e curiosità delle divise delle nazionali di calcio.

L’evento espositivo, che avrà luogo in concomitanza con la fase finale dei mondiali di calcio in Russia, presenterà al pubblico di appassionati del gioco del calcio e dei cimeli sportivi una parte della collezione di maglie da calcio indossate (match worn) del collezionista Alberto Bertolotto, che ha curato l’allestimento della mostra in collaborazione con Alba edizioni.

La mostra, organizzata dalla Comunità degli Italiani di Capodistria, in collaborazione con la Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Capodistria e l’Associazione Sportiva Comunità Italiana di Capodistria, beneficia del sostegno finanziario dell’Unione Italiana e dell’Università Popolare di Trieste.

La mostra sarà ufficialmente inaugurata venerdì 29 giugno alle ore 19.30 da Franco Causio, giocatore della nazionale italiana di calcio laureatasi campione del mondo in Spagna nel 1982.

Oltre a cavalcare il fervore sportivo che accompagna la kermesse calcistica iridata, la mostra è espressione del fenomeno del collezionismo legato al mondo del calcio, che oltre alla ristretta cerchia di appassionati del settore ha incontrato negli ultimi tempi un crescente favore del vasto pubblico, attratto dal mondo dei colori e dal linguaggio simbolico dello sport più amato del mondo.

Saranno 25 i pezzi esposti, tutti relativi alle rappresentative nazionali, in omaggio ai campionati mondiali in corso. All’interno della mostra faranno bella mostra di se le maglie delle grandi protagoniste iridate del Sud America (Brasile, Argentina, Uruguay) e dell’Europa: dalla cenerentola Islanda, protagonista recente di exploit calcistici inaspettati alla pluricampione Italia, grande assente dei mondiali in corso, passando per Inghilterra, Scozia, Paesi Bassi, Spagna, Croazia. A rappresentare la nazionale padrone di casa, la Slovenia, una divisa indossata da Anton Žlogar, centrocampista nativo di Isola, portacolori della squadra che affrontò i campionati Europei del 2000 e attuale allenatore dell’NK Brda.

Punto forte dell’esibizione sono le divise delle selezioni che non esistono più, a testimonianza di un mondo che fa parte del passato: Yugoslavia, Cecoslovacchia, Unione Sovietica, Germania Ovest e Germania Est. Di quest’ultima l’articolo più “datato” e prestigioso. Si tratta di una maglia del 1975, riferita a una gara con il Belgio, di Jurgen Sparwasser, il marcatore dell’unica sfida vinta da parte della compagine orientale contro i cugini occidentali (ai campionati mondiali del 1974).

“Una maglia, le sue storie” a Palazzo Gravisi
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