CRASSIZA – Vince la 15esima edizione di Oleum Olivarum, la fiera internazionale dell’olio d’oliva di Crassiza (Buie), Janko Bocaj con 92 punti. Secondo e terzo posto ex-aequo, con 91 punti, alla ditta “OPG Cossetto” e a Livio Maglica. Gli oli dei tre del podio hanno gareggiato con altri 137 campioni di olio risultati idonei al momento dell’analisi chimico-fisica effettuata dall’Istituto regionale di igiene pubblica. Il tutto è stato spiegato dalla prof.ssa Olivera Koprivnjak. Il requisito per la partecipazione richiedeva che il prodotto avesse una percentuale di acidi grassi liberi minore dello 0,80 percento. Di 140 campioni che hanno rispettato il requisito diventando concorrenti, il 95 percento sono stati classificati extra-vergine. In tutto le medaglie d’oro, secondo la dettagliata graduazione emessa dalla commissione, sono state 54, 56 quelle d’argento e 11 quelle di bronzo.
Ricordando il primo anno della manifestazione, dove la percentuale degli oli extravergine arrivava a malapena al 5%, lo sviluppo nella lavorazione e conservazione con gli anni ha dato come risultato quel 95% di “extra vergine”, dato da tutti ricordato come un ottimo obiettivo raggiunto.
In occasione del 15esimo anniversario sono stati premiati con dei riconoscimenti quegli enti che hanno da sempre sostenuto “Oleum”; la Città di Buie, l’Università Popolare Aperta, l’Ente turistico della città e le istituzioni della CNI come l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste (per i quali hanno ritirato il riconoscimento rispettivamente Floriana Bassanese Radin, presidente dell’Assemblea UI, e Silvio Delbello, presidente dell’UPT). Ringraziati anche tutti gli sponsor, che “hanno riconosciuto il valore di questa rassegna, aiutando a renderla sempre più ricca. Siamo decisi – ha detto Mate Mekiš, presidente della CI di Crassiza, in rappresentanza però di tutti gli organizzatori – a proseguire e portare avanti quest’evento oramai tradizionale, rendendolo sempre più ricco, interessante e utile per lo sviluppo e la valorizzazione del nostro prodotto, con una forte collaborazione, dialogo, lavoro e rispetto reciproco di tutte le associazioni ed enti, coinvolte nell’organizzazione”. La locale CI è fondamentale per “Oleum Olivarum”, perché lo ospita nei propri spazi.
I crassizani si sono detti “fieri di aver fatto nascere qui una manifestazione che negli anni ha raggiunto un altissimo livello d’interesse e riconoscibilità nel settore”. Lo hanno ribadito davanti a Ivan Jakovčić, presidente della Regione Istriana.
Jakovčić ha affermato che “la nostra Silicon Valley è l’Istria. Il nostro I-Phone, la nostra macchina di lusso o l’alta scienza, in realtà sono i prodotti come il vino, le grappe, i tartufi, e l’olio d’oliva. Non abbiamo la NASA – ha continuato – ma i nostri scienziati sono i viticoltori, gli apicoltori, gli allevatori e gli olivicoltori. È su questi che dobbiamo puntare. Dobbiamo considerarli beni di lusso per noi”.
Un premio è stato dato anche agli olivicoltori e cittadini che sono stati i pionieri dell’iniziativa, quando 15 anni fa non potevano nemmeno immaginare che oggi avrebbe raggiunto questo livello. Questi sono Bruno Radešić, Romano Radešić, Marino Vižintin, Boris Jugovac, Dino Gorjan, Oriano Benvegnù, Silvano Pregara, Marijan Cossetto e infine colui che è stato definito l’ideatore iniziale del tutto: Nino Činić.

Daniele Kovačić

L’Oleum Olivarum ha chiuso i battenti
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