MARIBOR – Genio e colore, una personalità poliedrica che simbolicamente rappresenta l’unità dell’area adriatica, in cui si fondono tradizione e innovazione. L’Italia affida allo stilista originario della Ragusa dalmata, Ottavio Missoni, novant’anni compiuti l’11 febbraio scorso, la staffetta del Mese della cultura italiana a Maribor, già capitale dell’antica Stiria e quest’anno assurta a capitale della cultura europea. A lui l’onore di salire per primo – di regola è quello che invece “chiude” la sfilata – sulla passerella tricolore nella città slovena, con la mostra “Ottavio Missoni. Il genio del colore”, che s’inaugura questa sera alle ore 18 a Villa Vetrinj. Al via un mosaico di manifestazioni artistiche, culturali e sociali, tutte sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, che fino al 30 aprile faranno conoscere, apprezzare, promuovere il Made in Italy, rispettivamente l’italianità.
Nei maggiori punti di attrazione che la città offre, i visitatori potranno apprezzare le ricche tradizioni culturali e conoscere la fulgida storia dell’arte italiana, ammirare molteplici rappresentazioni artistiche e partecipare a manifestazioni musicali, proiezioni di straordinari documentari, scoprire i misteri della creatività artistica e letteraria italiana. Un ventaglio di iniziative di alto livello, organizzate con il coordinamento di: Ambasciata d’Italia in Slovenia, Unione Italiana, Istituto Italiano di Cultura a Lubiana, Centro Italiano “Carlo Combi” di Capodistria, Gallerie Costiere di Pirano, Università Popolare di Trieste, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, EDIT di Fiume, Comunità degli Italiani “Santorio Santorio” di Capodistria, Fondazione Ottavio e Rosita Missoni. Si tratta un programma che collega moda italiana, storia, musica e arte quali originali trasposizioni creative della vita nelle sue varie espressioni.
L’Italia debutta, dunque, a Maribor 2012 con Ottavio Missoni, il “genio del colore” (rassegna visitabile dal 4 al 30 aprile a Villa Vetrinj), le cui creazioni sono state esposte nei più prestigiosi musei e gallerie d’arte del mondo, aprirà questa serie di importanti avvenimenti culturali. Nato in Dalmazia, a Ragusa (ora Dubrovnik), ma cresciuto a Zara ed esule a Trieste (poi trasferito in Lombardia), con una storia da sportivo, artista e grande artigiano della moda, Missoni è uno tra i più prestigiosi e riconosciuti stilisti contemporanei, il cui inconfondibile e sapiente uso del colore – si legge nel testo di presentazione – coniuga estro e arte. Il percorso espositivo prevede tre sezioni tematiche per parlare del Missoni atleta, del Missoni artista e del Missoni stilista.
Infatti, dai 16 ai 32 anni, ma con la parentesi della prigionia, Ottavio è stato campione di atletica, nei 400 metri piani e a ostacoli: ha vestito 23 volte la maglia azzurra, ha conquistato otto titoli italiani e l’oro ai Mondiali studenteschi nel 1939. Quando ha ripreso le competizioni, è arrivato sesto alle Olimpiadi del 1948 e quarto agli Europei del 1950. Ma a quel punto aveva già conosciuto Rosita e aveva anche iniziato una piccola produzione di indumenti sportivi, il nucleo di quell’attività che li porterà sulle vette della moda. Ma sportivo è rimasto sempre e con l’età si è dedicato ai lanci, partecipando perfino ai mondiali di giavellotto (per “under 90”, disse con autoironia solo pochi anni fa). Agli esordi, la coppia formata da Ottavio e da Rosita, figlia di imprenditori tessili lombardi, aprì un laboratorio a Gallarate. Il salto avvenne nel 1958, quando la Rinascente commissionò ai Missoni 500 abiti a righe. Nel 1969 costruirono lo stabilimento e la casa di Sumirago, nel varesotto, dove ancora adesso la famiglia vive e lavora, perchè i Missoni si considerano artigiani. Non si contano le mostre dedicate all’arte di Tai, di Rosita e della loro famiglia speciale: solo per citarne alcune, dalla retrospettiva del 1978 al Whitney Museum di New York per i primi 25 anni di carriera a quella di Tokyo, dalla “Missonologia” della Permanente di Milano alla celebrazione del Victoria & Albert Museum di Londra per il mezzo secolo di attività. Un personaggio, quindi, che ha visto le proprie geniali invenzioni cromatiche nelle sale dei più importanti musei del mondo, che ha esercitato un’enorme influenza sull’evoluzione dell’estetica e del costume del nostro tempo, che è stato ed è amico di tanti maestri della pittura internazionale.
Domani, 5 aprile, sempre a Villa Vetrinj di Maribor (fino al giorno 30), sarà inaugurata invece l’esposizione “Imago Trieste”, un omaggio alla città giuliana e al suo entroterra. Lo stesso giorno, nel Salone degli Specchi del Teatro popolare sloveno, in un concerto di musica classica si esibiranno i nomi più importanti della Comunità nazionale italiana in Slovenia e Croazia, da artisti già affermati fino ai giovani talenti emergenti. Dal 6 al 30 aprile, ancora a Villa Vetrinj, sarà esposta la collezione delle copie degli antichi mosaici di Ravenna, mentre il giorno 11 aprile (ore 17.30), nella stessa sede, sarà presentato il progetto multimediale “Istria nel tempo”, realizzato da TV Capodistria e dal Centro di Ricerche storiche di Rovigno. Ancora l’11, in serata (ore 19.30), nel Salone degli Specchi del Teatro si terrà il recital pianistico di Martina Frezzotti. Dal 12 al 30 aprile il pubblico potrà ammirare il DigiArt Studio di Fabio Fonda, il giorno 17 ci sarà una presentazione speciale di “DigiArt Noveau: Ristrutturazione del Palazzo Terni–Dei Rossi, Trieste”. Chiuderanno la serie di avvenimenti la presentazione della Casa editrice EDIT e dell’antologia “Versi diversi” (23 aprile, Villa Vetrinj) e il concerto di Folkhistria (26 aprile, cinema Udarnik), con l’esibizione dei più noti musicisti folk istriani, autentico omaggio alla realtà plurietnica della penisola e al dialogo tra le sue genti.

Genio e creatività italiana a Maribor
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