La Scuola elementare italiana di Cittanova ha bisogno di una sede nuova, perchè quella attuale è proprietà della locale elementare con lingua d’insegnamento croata. Il problema sarà affrontato congiuntamente dalla SEI, dall’Unione Italiana e dall’UPT.
“La richiesta ufficiale è già stata inviata a queste istituzioni – ci spiega il direttore prof. Maurizio Zennaro subentrato di recente all’incarico al prof. Luka Stojnić –; le classi in cui facciamo lezione ora, sono strette, piccole e inadeguate alle nostre esigenze, visto che abbiamo dai 60 ai 70 alunni; gli spazi della segreteria, dei servizi di contabilità e quello per la psicologa sono improvvisati, la scuola non dispone nemmeno di una palestra e di una mensa scolastica e, inoltre, lo stabile non è nostra proprietà”.

IN PRIMA CLASSE 8 ALUNNI Il direttore ci spiega che a frequentare la prima classe sono quest’anno 8 bambini, ovvero uno in più dello scorso anno. “Complessivamente abbiamo 51 iscritti” – rileva il preside. “L’asilo italiano che opera nell’ambito della scuola ha invece 38 bambini, e sono due in più rispetto all’anno scorso”.
Dopo un 2011 importante per Cittanova, nel corso del quale, a tempi di record, l’Unione Italiana, l’Università Popolare di Trieste e la Città avevano concordato un finanziamento comune per la realizzazione del nuovo asilo misto croato-italiano, per la SEI si aprono dunque nuove prospettive.
L’apertura del nuovo asilo di Cittanova, costruito in tempo di appena tre mesi, è stata la conferma che, quando la volontà c’è, allora tutto diventa più facile.
All’inaugurazione dell’edificio, avvenuta lo scorso settembre, c’erano tutte le autorità: il presidente dell’Unione Italiana, Furio Radin, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul, il presidente della UPT, Silvio Delbello e il direttore generale dell’ente, Alessandro Rossit, la vicepresidente della Regione Istriana, Viviana Benussi, il sindaco di Cittanova, Anteo Milos e tanti altri ospiti di rilievo.

L’IMPORTANZA DELL’ASILO Un complesso, quello dell’asilo, completato un anno dopo l’inaugurazione della nuova sede della locale Comunità degli Italiani, che dà ora maggiore sicurezza ai nostri connazionali. Per tutti loro è stato un investimento importante, ufficializzato la primavera scorsa con la firma di una Lettera d’intenti fra gli enti citati. Alla firma del documento erano presenti, oltre al sindaco e ai massimi vertici di UI e UPT, il direttore della scuola di allora, prof. Luka Stojnić, la presidente della Comunità degli Italiani, Paola Legovich Hrobat, e Glauco Bevilacqua, presidente del Comitato esecutivo della CI.
Grazie a 100mila euro assicurati dal governo italiano, UI e UPT si sono impegnate ad assicurare l’inserimento di nuove sezioni educative nella rete scolastica delle istituzioni prescolari e scolastiche della CNI, con riferimento specifico all’acquisizione dei diritti all’assegnazione delle donazioni del ministero degli Affari esteri della Repubblica Italiana, quali mezzi e attrezzature didattiche, libri, abbonamenti a riviste professionali e aggiornamento linguistico e culturale dei docenti. La Città invece aveva deciso di partecipare al finanziamento dei lavori di ristrutturazione e di ampliamento della sede, con l’importo corrispondente a quanto necessario per l’ultimazione dei lavori per una superficie complessiva di 295 metri quadrati di spazi interni e di 126 metri quadrati di esterni. La municipalità si era inoltre impegnata a pagare le spese di manutenzione dell’asilo e a finanziare permanentemente il corrispondente numero di educatrici, personale di consulenza e personale didattico di cui aveva bisogno l’asilo.

BISOGNA PENSARE AL FUTURO Per il soggiorno dei bambini più piccoli, da 1 a 3 anni, c’è ora un’unità di nido, che comprende oltre alla stanza per il soggiorno anche il guardaroba, un fasciatoio e uno spazio per l’assistenza ai bambini completo di attrezzature sanitarie, mentre per il soggiorno dei bambini dai 3 ai 6 anni sono previste due unità di asilo che comprendono altre due stanze per il soggiorno, una terrazza, uno spazio giochi esterno e una stanza per le educatrici. L’asilo dispone dunque ora di spazi moderni e funzionali. Non è invece così per la scuola.
“L’edificio che abbiamo a nostra disposizione attualmente, ma anche gli spazi esterni – rileva il direttore –, avrebbero bisogno almeno di una ristrutturazione, ma poichè la proprietà è della scuola croata “Rivarela”, nessun intervento di questo tipo è possibile se non viene concordato insieme. Credo tuttavia che, unendo le forze, Regione e Città potrebbero risolvere anche questo problema. Cittanova è tuttavia una località in continua crescita e da questo punto di vista credo che l’alternativa migliore sarebbe quella di disporre di due scuole più grandi e autonome dal punto di vista dell’uso degli spazi”.

Franco Sodomaco

Dopo la Comunità e l’asilo, a Cittanova l’etnia conta su una sede nuova per l’elementare italiana
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