Le professoresse Maria Bujovac, Maria Sciolis e Antonella Sosic, insegnanti della locale Scuola media superiore italiana di Rovigno, hanno indetto una conferenza stampa per esprimere il loro disappunto sulle ultime decisioni prese dai membri dell’Assemblea dell’Unione Italiana che, a loro parere, vanno anche e soprattutto a scapito degli interessi delle scuole della CNI. A indurle a manifestare pubblicamente il proprio scontento, è stata la decisione dell’Assemblea dell’Unione Italiana di venire incontro all’Università Popolare di Trieste con dei fondi destinati alla Comunità Nazionale Italiana in un momento di crisi.
Secondo Maria Sciolis il mondo scuola della CNI è già stato sacrificato abbastanza, con tagli ai libri di testo, alle gite per gli alunni, alle diarie per gli insegnanti e ai compensi per le traduzioni. In compenso però, rileva la prof.ssa, si trovano sempre i fondi per finanziare altri segmenti della vita minoritaria, con spese spesso a suo parere discutibili.
“Negli ultimi anni ci sono stati grandi investimenti, con ristrutturazioni e ampliamenti di scuole e giardini d’infanzia, ma avere un domani dei begli edifici scolastici senza alunni e senza insegnanti – rileva pessimisticamente Antonella Sosic – non servirà a nessuno”.
“A nostro modo di vedere le cose – ha poi rimarcato – manca proprio quell’investimento che noi riteniamo essenziale: quello nel potenziale umano. E invece gli insegnanti delle nostre scuole, che con tanto impegno insegnano in lingua italiana, non hanno gratifiche”.
Secondo le tre professoresse rovignesi anche i regolamenti dell’Unione Italiana sulle diarie degli insegnanti dovrebbero essere aggiornati, perchè non rispettano le Leggi vigenti nei rispettivi Paesi di residenza. In tal senso non si dovrebbero più accettare discriminazioni nelle retribuzioni tra insegnanti provenienti dall’Italia e insegnanti residenti in Croazia.
Le tre insegnanti hanno poi ricordato che un tempo i professori delle scuole della minoranza italiana ricevevano una gratifica in più del 20 per cento sullo stipendio, per il lavoro di traduzione. Una ricompensa che in seguito è stata tolta e che, secondo le prof.sse rovignesi, andrebbe ripristinata.
Hanno quindi rilevato anche che esiste un grave problema, ancora irrisolto, che rende agli alunni al giorno d’oggi le SMSI della Croazia meno attraenti delle scuole medie della maggioranza. Da quando è stata introdotta la maturità di stato, gli alunni delle scuole italiane devono sostenere anche l’esame di lingua italiana, che però non è conteggiato nella valutazione per la graduatoria delle iscrizioni universitarie, mentre in Slovenia l’italiano è parificato allo sloveno. In questo modo gli alunni delle nostre scuole sono penalizzati per ben due volte: sia durante gli esami di maturità che all’atto dell’iscrizione all’università. La prof.ssa Sciolis ha ricordato che di questo problema è stato messo al corrente anche il deputato al Sabor della CNI. In conclusione dell’incontro le tre docenti hanno rivolto un invito ai vertici dell’Unione Italiana a ridare dignità alla professione dell’insegnante delle scuole della CNI con il ripristino di borse libro e di diarie adeguate, di gratifiche e incentivi basati sulla meritocrazia, per una scuola che torni ad essere l’asse portante della minoranza italiana.

Sandro Petruz

Appello di tre insegnanti della SMSI di Rovigno all'Unione Italiana
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