22.6 – 6.7.2007

Nella parte alta di viale XX Settembre a Trieste, (al n. 59), si può ammirare una rassegna di opere degli artisti connazionali, vincitori del premio “Istria Nobilissima”. I nomi sono una certezza e fanno parte di diritto di quell’universo di percezioni sulle dimensione del discorso artistico della minoranza, già consolidato nel tempo.
L’iniziativa s’innesta nella proficua collaborazione tra l’Unione Italiana e l’Università Popolare di Trieste. Quest’ultimo ente, vanta a Trieste anche un’antica tradizione di corsi di lingua e laboratori di cui, il più prestigioso è senz’altro il Laboratorio della Scuola Libera dell’Acquaforte. Forti di questa esperienza, in accordo con il Comune di Trieste che è il proprietario degli spazi, l’UPT ha appena portato a termine il restauro degli ambienti concessi dalla municipalità e, come prima iniziativa, ha voluto inaugurare questa splendida mostra, vetrina del premio “Istria Nobilissima”.
La cerimonia solenne è stata preceduta, venerdì scorso, da un Convegno sul tema “Identità e percorsi degli Artisti della Comunità Nazionale Italiana a confronto con il contemporaneo”, a cui hanno partecipato artisti connazionali ed ospiti.
Ha avuto luogo nella Sala Bartoli del Politeama Rossetti, in un caldo pomeriggio, promosso dall’Università Popolare, dall’Unione Italiana e dal Cenacolo degli Operatori Culturali della Comunità Nazionale Italiana. Ha visto come relatori i proff. Boris Brollo di Pordenone, Alessio Curto di Trieste, Marino Baldini di Parenzo, Virgilio Giuricin di Rovigno, Gianfranco Sgubbi di Trieste, coordinati dal prof. Renzo Grigolon.
Il tema del Convegno voleva essere l’occasione per affrontare un bilancio del rapporto tra l’arte “di casa nostra” e il resto del mondo. Il motivo di tale scelta parte da lontano. Il Concorso “Istria Nobilissima” – come ha voluto giustamente spiegare Claudio Ugussi partecipando al dibattito – nasce quarant’anni or sono dalla necessità di dare voce e visibilità alla creatività dei connazionali divenuti, con le spartizioni di territori alla fine della seconda guerra mondiale, minoranza, nei luoghi di insediamento storico. Il fermento, mai venuto meno, ha portato nel corso dei decenni alla creazione di un ambiente fecondo di idee e tentativi di uscire dall’anonimato, per farsi conoscere dal vasto pubblico. Il Concorso voluto dall’UI-UPT ha dato modo agli intellettuali di esprimersi, ma all’interno di un contesto circoscritto. E se all’inizio poteva essere una consolazione avere l’attenzione di una rosa di critici, provenienti anche dall’Italia, a giudicare le opere, col tempo si è manifestata, in modo forte, la necessità di misurarsi col resto del mondo. Dibattiti, incontri, confronti, riflessioni e proposte, hanno portato, nel corso degli anni (per molto tempo in Istria e a Fiume ha operato il CPLA che riuniva letterati ed artisti), ad individuare la grande opportunità del premio promozione: ovvero la pubblicazione in campo letterario, la mostra in campo artistico.

Ora si tratta di andare oltre, almeno negli intenti degli organizzatori del Convegno che probabilmente hanno voluto cogliere i suggerimenti degli artisti stessi incontrati nelle comunità, nei loro studi, durante le vernici o le ex tempore e che hanno stimolato ad intervenire durante il Convegno. Non c’è stata la vivacità auspicata ma solo l’attenzione a cogliere delle nuove possibilità per esportare, vendere o far vedere i propri lavori superando i confini, quelli reali, fatti di incartamenti e sdoganamenti, cauzioni e spese varie.
Dal canto loro, gli specialisti intervenuti, si sono messi a disposizione, “basta che siate voi a chiedercelo”, hanno sottolineato ripetutamente dopo aver assolto al tema del convengo ed aver parlato delle nuove tendenze artistiche in Europa e nel mondo. Non ci sono più i grandi mecenati, che avevano gusto per l’arte, ora è tutto molto istituzionalizzato. Le Fondazioni e poi Stati e Regioni, s’improvvisano dispensatori d’arte e di cultura, con il risultato che la qualità è spesso legata, o ancor peggio, determinata, dagli interessi sul costo dell’opera. Come dire che i valori materiali che regolano la moderna società si riflettono in tutti i campi, anche in quello che dovrebbe essere dominato dall’estro artistico, e così non è.
Dal Convegno si è alzato anche un monito a cercare nuove vie nel rinnovamento di tecniche e stili, nella ricerca di nuovi filoni d’espressione, per non ripetere se stessi né schemi già collaudati che potrebbero portare all’appiattimento.
Per la soluzione dei problemi pratici – al centro per altro degli interventi di alcuni degli artisti presenti – il consiglio è molto semplice: è inevitabile dover seguire leggi e regole dello Stato di residenza e solo in questa dimensione è possibile individuare delle vie d’uscita, se ce ne sono, nel rispetto delle norme vigenti.
Ora la parola passa al pubblico, invitato a visitare l’esposizione fino al 6 luglio prossimo, dalle ore 17 alle ore 19.30.

Rosanna Turcinovich Giuricin

Quarant’anni di “Istria Nobilissima” in mostra a Trieste
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