FIUME – Il violinista fiumano Marco Graziani e il pianista armeno Ruben Dalibaltayan hanno regalato mercoledì sera al numeroso pubblico del Salone delle Feste della Comunità degli Italiani un concerto pieno di emozioni. Graziani, vincitore del Premio Promozione al XXXVIII Concorso d’Arte e di Cultura “Istria Nobilissima”, grazie al quale ha avuto l’occasione di incidere un CD con musiche di Beethoven, Mozart e Schumann – un progetto discografico realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano, per il tramite dell’Università Popolare di Trieste e dell’Unione Italiana -, si è presentato al pubblico con un pogramma che spaziava dal primo fino al tardo romanticismo.
L’esibizione del giovane ed estremamente dotato violinista ha messo in mostra la sua straordinaria preparazione tecnica, grazie alla quale interpreta ogni brano musicale con disinvoltura e naturalezza, ma soprattutto la sua grande musicalità e sensibilità, che portano a interpretazioni profondamente commoventi.
Fin dalle prime note della Sonata n. 5 in Fa maggiore, opus 24, denominata “La Primavera”, di Ludwig van Beethoven, il duo Graziani-Dalibaltayan ha dimostrato grande affiatamento, regalando un’interpretazione vivace e piena di brio. Marco Graziani ha eseguito il primo tempo, Allegro, con un fraseggio esemplare, un suono brillante e una dinamica dosata alla perfezione. L’atmosfera della Sonata – nella quale, come ha giustamente osservato nella sua introduzione alla serata il Maestro Massimo Belli, si sente ancora l’influenza degli stilemi mozartiani – è pervasa da un senso di gioia e di ottimismo, da una passione per la vita che sia il violinista sia il pianista hanno saputo esprimere così bene. Molto grazioso il secondo movimento, l’Adagio molto espressivo, mentre il terzo tempo, lo Scherzo – Allegro molto, è stato brevissimo ma giocoso e ritmico. Graziani ha “disegnato” anche l’ultimo movimento, il Rondò – Allegro ma non troppo, con grande espressività e un’ampia gamma dinamica.
Un cambio di atmosfera si è avuto con la drammatica Sonata n. 3 in Do minore, opus 45, di Edvard Grieg, nella quale il violino di Graziani ha assunto un suono più cupo, pastoso e vibrante, in linea con l’intenso materiale musicale, pervaso da una sensibilità tipicamente tardo romantica. L’Allegro molto appassionato è iniziato con una melodia piena di impeto e di slancio romantico, che si alternava a momenti sognanti e delicati. Emozionante e sentita l’interpretazione di Graziani e di Dalibaltayan, che si sono trovati molto a loro agio nell’esecuzione di questo gioiello della musica violinistica. Dolcissimo, “vissuto” e profondamente umano il secondo movimento, l’incantevole Allegretto espressivo alla romanza, che è stato eseguito con passione, partecipazione e in uno squisito dialogo tra i due bravissimi musicisti. Avvincente l’ultimo movimento (Allegro animato), che ha concluso in bellezza la stupenda Sonata di Grieg.
Armonie ancora tardoromantiche, ma che presagiscono l’avvento dell’impressionismo, hanno riempito il Salone delle Feste con l’interpretazione della Sonata in La maggiore di César Franck. Emozionante, sereno ed etereo il primo movimento (Allegretto ben moderato) con momenti di pura passione, resa in maniera impeccabile dai due musicisti. Il secondo tempo (Allegro – Quasi lento – Allegro) si è consumato, invece, in un vortice di suoni, con un violino che “cantava” con tutto il cuore. Dopo un terzo tempo meditativo (Recitativo/fantasia), la Sonata si è conclusa con un grandioso Allegretto poco mosso, di estremo slancio drammatico ed espressivo. E’ stata questa una “costruzione” musicale di grande effetto, che ha dimostrato ancora una volta la superiore capacità di interpretazione di Marco Graziani, come pure quella del pianista Ruben Dalibaltayan. Il duo ha premiato il pubblico entusiasta riproponendo il secondo movimento della Sonata di Grieg.

Helena Labus Bačić

Marco Graziani e Ruben Dalibaltayan, regalano al pubblico una serata indimenticabile
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