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Presentata ieri sera a Santa Domenica d’Albona l’edizione 2014, l’Antologia delle opere premiate al Concorso d’Arte e di Cultura “Istria Nobilissima”, si offre come un agile e intrigante cofanetto in cui è racchiuso il meglio di un anno di produzione letteraria, teatrale, musicale e figurativa degli italiani dell’Adriatico orientale. Di quelli “rimasti” in primis, anche se da diversi anni a questa parte viene sollecitata – con scarso riscontro, però – non solo la partecipazione dei connazionali che, dopo la Seconda guerra mondiale, intrapresero la via dell’esodo, ma anche di altri autori, croati e sloveni, nati in Istria, Fiume, Quarnero e Dalmazia, capaci di esprimeri in lingua italiana. E se il Concorso “Istria Nobilissima” può, per certi versi, rappresentare una specie di cartina al tornasole, un indicatore dello stato di salute della Comunità nazionale italiana di Croazia e Slovenia – della vitalità linguistica e nazionale di una realtà minoritaria che, nonostante i marosi del Novecento e in particolare le tempeste degli ultimi sette decenni, ha saputo affermare identità e cultura proprie, rivendicando la propria legittimità storica e soggettività culturale nel suo particolare contesto geopolitico –, allora il volume che lo segue puntualmente è la traccia reale e tangibile di tale stato, la traccia che costituisce e trasmette memoria. In altre parole, riunisce, divulga, a suo coronamento il Premio promosso nel 1967, agli albori della collaborazione tra l’allora Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume – oggi Unione Italiana – e l’Università Popolare di Trieste.

L’evento di ieri sera, condotto da Lea Skok, ha visto in sala il sindaco di Castellier-Santa Domenica, Enio Jugovac, il presidente dell’UPT, Fabrizio Somma, il direttore generale dell’ente triestino, Alessandro Rossit, il presidente della GE dell’UI, Maurizio Tremul, e poi diversi presidenti delle CI vicine, alcuuni membri della Redazione dell’Antologia e un vasto pubblico. A fare gli onori di casa, la vicepresidente del sodalizio istriano, Mirella Gašparini, mentre la cerimonia è stata intercalata dalle canzoni della tradizione musicale e da brani piu’ moderni, eseguiti dal Coro Negrignanum e dai Minicantanti della CI di Santa Domenica, diretti dalla Maestra Diana Bernobić Sirotić.
Il sindaco Jugovac ha evidenziato l’importanza del Concorso e dell’Antologia ai fini della preservazione e della promozione dei valori di questa nostra terra, cosa che avviene in particolare attraverso le opere dialettali. Il sindaco ha colto l’occasione per esprimere apprezzamento per l’attività che viene portata avanti dalla CI e ha promesso il sostegno della sua amministrazione. Il presidente dell’UPT, Fabrizio Somma, si è detto emozionato di questo suo ritorno nella CI di Santa Domenica, a distanza di tanti anni, quando vi veniva per le conferenze, e ha sottolineato l’importanza della manifestazione, uno degli appuntamenti più importanti per la CNI. Somma si è complimentato con la Redazione per essere riuscita a realizzare il volume in modo puntuale, a un anno dal Concorso. Soddisfazione, dunque, per questo sforzo editoriale, che riflette l’andamento di “Istria Nobilissima” e che in termini di “peso” segna forse una regressione quantitativa, mentre d’altra parte è notevole nella qualità. Il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul, ha incentrato il suo intervento sul “ruolo” del libro, della carta stampata, che si continua a conservare nonostante l’avanzare del digitale. Due “mondi” che possono e devono continuare a coesistere: Tremul ha annunciato che prossimamente verranno rese disponibili in versione digitale tutte le edizioni dell’Antologia e ha promesso che la prossima uscirà in concomitanza con la cerimonia di premiazione di “Istria Nobilissima” 2015, dunque in contemporanea con il premio, il prossimo 3 luglio.
Il compito di incuriosire i lettori, riassumendo e inquadrando i lavori, è stato affidato a Marianna Jelicich Buić, Lorella Limoncin Toth e Massimo Belli. Ringraziato Elvio Guagnini, critico letterario che aveva curato passate edizioni del volume, Jelicich Buić, titolare del Settore Cultura della GE, ha fatto notare un’interessante analogia tra questo numero dell’

Antologia delle opere premiate

e il numero dell’edizione, il quarantasette; un numero primo, ovvero un numero naturale maggiore di uno, divisibile solamente per uno e per sé stesso. “Ogni Antologia è una pubblicazione unica, che può essere assaporata nella sua interezza offrendoci un assaggio di quelle opere che sono state scelte dalle commissioni giudicatrici tra tutte quelle pervenute e ritenute meritevoli di essere premiate. Così di anno in anno impariamo a conoscere autori nuovi e riscopriamo al contempo quelli che già conoscevamo. Per chi segue da vicino questa importante manifestazione dall’inizio alla fine, è difficile dire se faccia più piacere scoprire un nuovo talento o lasciarsi stupire ancora una volta dalla versatilità degli autori che hanno plasmato la cultura più nuova della CNI in Istria, a Fiume e in Dalmazia. Certo è che ogni edizione di ‘Istria Nobilissima’ rappresenta un evento unico, un nuovo tassello da inserire in un mosaico ricco e variopinto, apprezzabile sia nella sua unicità che nell’insieme del mosaico stesso”, ha detto e scritto nella sua prefazione Jelicich Buić.

Nell’ambito della categoria Letteratura – Premio Osvaldo Ramous, nella Poesia primeggia “Il corpo della donna” di Giacomo Scotti, che nei suoi versi propone una riflessione al di fuori e dentro di sé, raffrontandosi con il presente e la memoria, con la figura della donna e della natura alla quale si sente profondamente legato. Da fiero rovignese, Vlado Benussi, secondo premio, sceglie il proprio dialetto come unico mezzo possibile capace di esprimere a pieno l’indissolubile connessione tra l’autore e i luoghi della sua città, nella raccolta “Curo la veîta” (Corre la vita). Le due menzioni onorevoli assegnate a Vanda Matejčić di Pola, per la silloge “Senza titolo”, e a Lidia Delton di Dignano per la raccolta “Douto e gnente” (Tutto e niente), anche queste due autrici affidano al dialetto, rispettivamente gallesanese e dignanese, il compito di plasmare i ricordi, le immagini e i sentimenti in versi che descrivono con dovizia di particolari i luoghi della propria vita. Nella sezione prosa troviamo il primo premio assegnato a Mario Schiavato, che nel suo “Ritorno al paese”, ci conduce per mano nei luoghi della giovinezza, fatta di profumi, suoni e immagini, arricchendo la narrazione con termini dialettali. Di tutt’altro genere il racconto di un’attrice che da qualche anno riscuote ampi consensi nella scrittura, Rosanna Bubola, autrice di “Il cadavere sul divano”. La sua prosa scorrevole e schietta narra il dramma esistenziale di una donna, lasciata a gestire da sola un fatto traumatico. L’opera di Ester Barlessi, invece, si sofferma su un destino altalenante, come appunto una marea. Marianna Jelicich Buić ha quindi segnalato la freschezza di “Farfalita”, quella della giovane Martina Matika; versi dalla semplicità disarmante, che trasmettono in modo efficace la condizione dell’età ingrata. Tra novità e autori che ritornano a “Istria Nobilissima”, una conferma piacevole è Kenka Lekovich.

“In conclusione è doveroso evidenziare la voce forte dei diversi dialetti che compongono la realtà storica di questo territorio, quasi a voler sottolineare la peculiarità della propria identità. E così, in effetti, si conferma la specificità del Concorso che compone una storia della letteratura, dell’arte e della cultura italiana, parallela a quella che va a delinearsi entro i confini della madrepatria”, afferma Jelicich Buić.
Eterogenei sono i risultati della categoria Arti Visive, scarsa nella sezione dei nuovi media (arte digitale), anche se sono stati proprio gli artisti più rinomati della CNI a rompere gli schemi della tradizione per sperimentare nuovi stili e tendenze che hanno contrassegnato l’arte contemporanea. Ben vengano i giovani, che lanciano con la loro visione ed energia le sfide del futuro, a sfatare un mito secondo il quale il Concorso mette in risalto solo in campi cari alla CNI, fatti di ricordi, storia, tradizioni del territorio. Capaci di mettersi in gioco e misurarsi con gli altri, la Giuria – ha spiegato Lorella Limoncin Toth – ha voluto spronare i giovani, che hanno colpito, perché oltre alla loro bravura tecnica, sono insoliti e in essi si scorge un’idea, un messaggio. Così Massimiliano Paladin ha saputo rivelare una raffinatezza tecnica capace di squadrare la fisionomia di un anziano e un’anziana con intensa espressività, esprimendo un sentimento commosso e doloroso della vita. Limoncin Toth ha sottolineato che la fotografia, di anno in anno, si rivela sempre più interessante e ricca di partecipanti. Nell’edizione 2014, ha affascinato Romano Grozić, con il suo ciclo “Musica”, eleganti immagini intime, che ritraggono le forme armoniose del corpo umano pervase da un sottile erotismo e sensualità. Luiza Štokovac ha invece immortalato l’ambiente degradato di una fabbrica, simbolo di un’epoca di forte industrializzazione e di un sistema sociale ormai scomparso, che fa meditare lo spettatore. Nella categoria Giovani, questi hanno dimostrato di onorare la fotografia in bianco e nero, documentaristica e sociale, considerandola come miglior mezzo espressivo della civiltà in crisi.
Indubbiamente forte la categoria Musica – come ha osservato Massimo Belli –, che ha visto finora performance eccellenti ed esecutori che hanno poi intrapreso una carriera brillante, da Diana Haller a Goran Filipec, a Marco Graziani, tanto per citarne alcuni. Piacevolissima sorpresa ha riservato l’edizione 2014, ha affermato ancora Belli, segnalando Chiara Jurić, che ha favorevolmente impressionato la Commissione giudicatrice per la solidità del suo pianismo, lucido e razionale. In possesso di un ottimo babaglio tecnico, forte personalità Nereo Arbula, che ha convinto per le qualità tecniche, la chiarezza della forma, l’eleganza dello stile.
Infine, alcune coordinate tecniche. A formare il Comitato di Redazione, Marianna Jelicich Buić, Stefano Crise, Roberto De Denaro, Renzo Grigolon, Lorella Limoncin Toth e Sandro Manzin (Segreteria di Redazione affidata a Barbara Favretto e Fabiana Toffetti). I testi dell’antologia sono stati curati da Irene Visintini, rispettivamente da Lorella Limoncin Toth i lavori della categoria Arti Visive. Il coordinamento editoriale è di Fabrizio Somma; stampa Art Group Graphics.
Auspiacata una maggiore diffusione del volume. “Attendiamo con grande curiosità l’edizione 2015”, ha detto in conclusione Belli. E non possiamo che essere d’accordo.

da “La Voce del Popolo” di Fiume

Le tracce della nostra specificità
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