20 settembre 2007

L’incomprensione del presente nasce dall’ignoranza del passato. La paternità della frase spetta a Marc Bloch e molto probabilmente se fosse ancora vivo guarderebbe con soddisfazione e compiacimento al grande lavoro realizzato dall’Università Popolare di Trieste per far sì che tecniche artistiche “in via d’estinzione” riemergano dai tempi remoti, permettendo una più semplice comprensione della realtà in cui viviamo.
Nei giorni scorsi infatti, proprio grazie al sostegno finanziario dell’Ente Morale, in Viale XX Settembre 59 è stato aperto il Laboratorio ed uno spazio espositivo dedicato ai lavori svolti dagli allievi della Scuola Libera di Acquaforte, tecnica che ha rappresentato tanto nella storia moderna e che continua ad avere molti appassionati che le si avvicinano.
“Per l’ennesima volta l’Università Popolare è riuscita a mantenere una promessa” ha introdotto Renzo Grigolon il quale ha sottolineato a gran voce l’impegno organizzativo per la realizzazione della Mostra la quale “dovrà diventare un appuntamento annuale sempre verso la metà di settembre”.
“Anche se l’acquaforte è purtroppo una tecnica abbastanza longeva la soddisfazione più grande è quella di esser riusciti a richiamare l’attenzione di un pubblico giovane. Grazie anche alla collaborazione con l’Istituto d’Arte “Nordio” abbiamo avuto durante il corso la presenza di molti studenti i quali, vengono ad imparare una tecnica artistica che a scuola non viene più insegnata.
Inoltre possiamo contare su di una collaborazione prestigiosa nella persona del Maestro Franco Vecchiet, artista di fama internazionale nonché docente a Venezia, il quale terrà un corso proprio all’interno degli spazi forniti dall’Upt”.
“Speriamo di continuare su questa strada” è stato il commento del prof. De Denaro che ha voluto dedicare l’apertura dello spazio espositivo proprio allo sforzo artistico degli allievi “che riesumano tecniche grafiche vecchie di trecento anni per riportarle nel presente. Questa forma d’arte durante l’era moderna è stato un importante veicolo culturale che ha favorito, all’interno della società d’ancien regime, gli scambi di conoscenze nonché la diffusione di molte discipline e per questo è estremamente importante riportare in vita forme espressive antiche anche per facilitare alcuni studi su materiali originali”.

Infine ha preso la parola il maestro Franco Vecchiet il quale si è detto “felice di poter collaborare con l’Ente Morale nella diffusione di qualsiasi forma d’arte” sottolineando come nella Scuola Libera di Acquaforte “i due corsi esistenti non hanno preso forma come corpi separati. L’integrazione è stata la nostra forza, la collaborazione ed il dialogo tra le parti sono stati fondamentali per realizzare questa mostra. Il sogno è che presto si riesca ad intitolare la Scuola al grande maestro triestino Carlo Sbisà, così da onorare per sempre la sua memoria”.

Nicolò Giraldi

Inaugurata la mostra della Scuola Libera d’Acquaforte
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