Quest’anno si parla inglese, francese, tedesco, spagnolo, sloveno, croato, albanese, russo, arabo, cinese, giapponese, oltre a italiano per stranieri, greco antico, latino. La prima scuola di lingue straniere del Friuli Venezia Giulia è l’Università Popolare di Trieste con 100 corsi all’attivo all’anno. Un totale di 3500 ore di lezione e una media di 1300 iscritti. Il corpo docente è costituito da 30 insegnanti qualificati, quasi tutti di madrelingua. E non ci sono solo i corsi di lingue. L’Università Popolare organizza corsi di storia dell’arte, disegno, arte digitale e feng shui (armonia tra uomo e ambiente), oltre a quelli di scienza degli alimenti, cultura enologica, dizione, scrittura creativa, cinematografia documentaria, fotografia digitale, tai chi, ginnastica per non vedenti e taglio e cucito. Il corso di taglio e cucito, gestito da Nivia Carboni, continua a fare il pieno di iscrizioni da trent’anni. Ma non basta. A Trieste e in provincia ogni anno sono organizzati nelle scuole elementari e medie corsi per ragazzi di mini-basket, musica (violino, flauto, batteria, pianoforte e chitarra), teatro, disegno e scrittura creativa. “Neppure io che sono qui da 4 anni – spiega il Presidente Silvio Delbello – pensavo fosse una realtà così importante e radicata. E’ molto apprezzata dai cittadini”.
La popolarità dei corsi è incredibile. L’Università Popolare di Trieste del resto era nata nel 1899, in epoca austroungarica, proprio per organizzare corsi d’italiano per le classi meno abbienti. Una tradizione, insomma, ultracentenaria. E si tratta di un’attività assolutamente no profit. “Non riceviamo contributi pubblici e non ci guadagniamo un euro – aggiunge Delbello -. I soldi che incassiamo dai corsi servono a coprire interamente le spese di organizzazione e i compensi degli insegnanti”.
E’ cambiata, tuttavia la sede. Dopo tantissimi anni i corsi non si svolgono più al liceo e scuola media Dante Alighieri (attualmente in ristrutturazione). Ora i corsi si tengono all’Istituto comprensivo Divisione Julia di viale XX Settembre, dove un tempo stava l’ex Petrarca.
C’è anche un corso che si svolge al caffè ed è tra quelli di maggior successo nonostante sia nato solo due anni fa. Il titolo è tutto un programma: “Dalla vigna al bicchiere. Corso di cultura enologica”. Le lezioni al Caffè Tommaseo, le tiene Adriano Bellini. L’obiettivo del corso è di aiutare a capire il mondo del vino, ad abbinarlo correttamente, oltre al “come si fa”, “come si assaggia”, “come si legge un’etichetta”, “come si serve”. Degustazioni incluse.
C’è anche, e ci mancherebbe, il corso di “Dizione” diretto da Elsa Fonda, ex annunciatrice Rai. Le iscrizioni sono così tante che si sta pensando a istituire due sezioni. Sono in molti i triestini che vogliono conoscere la differenza tra le consonanti sorde e sonore, come possono essere la “s” e la “z”. Per non trovarsi “sospesi” tra “sogno e bisogno” o indecisi tra “la razza bianca e il pesce razza”.

Fabio Dorigo

I cento corsi e le 14 lingue dell'Università Popolare
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